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KRAV MAGA, LA PEDAGOGIA E LA DIFESA PERSONALE ISRAELIANA Rossella Pescante – Katia Vellucci

Il Krav Maga come metafora per la formazione pedagogica. Strumenti psico-fisici per leggere, gestire e orientare i rapporti di forza nelle relazioni interpersonali. Carattere, sincerità, costanza di spirito, rispetto, autostima ed autocontrollo: sono le parole chiavi dell’insegnamento nella difesa personale israeliana. Nell’attività d’insegnamento per il bambino vi è il gioco, elemento essenziale, che crea una relazione di confidenza ed affetto ed allontana la sensazione di dipendenza del più piccolo dal più grande, anche se è l’istruttore che predispone le varie situazioni e possibilità di gioco. La condizione determinante per l’esito di un buon addestramento, nella difesa personale contro le aggressioni, è legata non tanto alle circostanze, quanto alla consapevolezza psicologica, alla conoscenza di se stessi e dei potenziali aggressori: condizioni utili a contrastare e risolvere i reali pericoli della strada. Strumenti indispensabili per l’insegnamento sono l’osservazione e l’ascolto: entrambi rappresentano metodi fondamentali che consentono all’istruttore di progettare, programmare e verificare i momenti del percorso conoscitivo rivolto all’allievo, bambino o adulto che sia. La difesa personale israeliana ha un ruolo di promozione, sostegno, monitoraggio, verifica e valutazione dell’istruzione con funzioni di innovazioni. La figura dell’istruttore, che è inserita anche nelle realtà educative dei diversamente abili, è garante del rispetto degli standard qualitativi con una chiara definizione dei compiti a tutela e promozione dei diritti dei bambini e degli adulti, a garanzia della trasparenza nelle procedure pedagogiche.
Dott. Massimo Blandini